Lago di Bolsena, là dove dorme un antico vulcano
19 Novembre 10:00 – 22 Novembre 16:00

Lago di Bolsena, là dove dorme un antico vulcano
Il lago di Bolsena, formatosi oltre 300 000 anni fa in seguito al collasso calderico di alcuni vulcani del complesso dei monti Volsini, è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa.
Da qua è passata la storia che rivive ancora oggi nelle pieghe del paesaggio: la città di Bolsena, da cui il lago prende il nome, fu fondata in epoca romana; ebbe uno sviluppo economico importante e per questo da qui fu fatta passare la Via Cassia, costruita a partire dalla fine del III sec. a.C. per collegare Roma all’Etruria; grazie alla presenza di questa infrastruttura romana, utilizzata anche nei secoli successivi, si deve il passaggio del vescovo di Canterbury, Sigerico nel 990 d.C. che scrisse il suo diario rientrando da Roma in patria delineando quello che ad oggi è conosciuto come il tracciato della Via Francigena. In ultimo, nel 1263, Bolsena fu luogo dove pare che avvenne il miracolo eucaristico.
Il nostro viaggio andrà a scoprire le particolarità storiche e naturalistiche di questa terra meravigliosa.
Programma
Gi 19: Dal Lago alle Grotte 11,5 km – 4h – [+/- 250]
Le origini di Grotte risalgono al periodo etrusco. Nel territorio del comune era localizzato un insediamento di nome Tiro del quale non rimane traccia. Tiro era un florido centro urbano con una economia ricca e con civiltà evoluta. Tiro fu conquistata successivamente dai romani e, all’epoca delle persecuzione contro i cristiani, questi scavarono delle catacombe per sfuggire alla minacce romane. Sono le catacombe che hanno dato origine all’attuale nome di Grotte di Castro. Dopo la dominazione romana, Tiro fu conquistata e distrutta dai Longobardi. I cittadini superstiti si riorganizzarono e costruirono un nuovo agglomerato urbano denominato Castello delle Grotte. L’agglomerato fu donato al Papato da Matilde di Canossa all’inizio del 1100.
Successivamente il Castello delle Grotte fu oggetto di aspre contese tra il Papato e la città di Orvieto fino all’anno 1359 quando il papa Innocenzo VI riconquistò definitivamente il territorio. Durante il papato di Alessandro Farnese il Castello delle Grotte e la città di Castro, col nuovo nome di Grotte di Castro – anno 1537 – fu direttamente controllato dalla famiglia Farnese. Il peggioramento dei rapporti tra i Farnese ed il papato, alla morte di Alessandro Farnese, portarono alla distruzione della città di Castro da parte del papato. Il territorio ritornò quindi sotto il dominio del papato e tale dominio si protrasse sino all’Unità d’Italia.
Poche righe di storia per avere l’idea di quello che ci aspetta: l’escursione di giornata ci porta ad esplorare i luoghi di questo pittoresco abitato posto sul cono vulcanico che oggi ospita il lago.
Ci ritroviamo in località Valdilago alla spiaggia del Borghetto, da qui partiamo per il nostro primo trekking; prima parte in pianura, giunti ad un antico frantoio, sede ancora oggi di un’azienda olivicola biodinamica, iniziamo la nostra salita al borgo di Grotte; si alternano boschetti e campi coltivati, lo sguardo si soffermerà spesso su caverne scavate nel tufo già in epoca etrusca e tutt’oggi utilizzate come ricoveri temporanei per le pecore e i loro padroni. Arriviamo al Lavatoio delle Fontane costruito nel 1750, da qui salita ripida lungo i muraglioni che “sorreggono” il paese. Arrivati in centro pranziamo presso gli alimentari o i bar presenti, tempo libero per girottolare insieme per le stradine di Grotte e ripartiamo in discesa per riportarci al punto di partenza. Nella seconda parte della giornata ci addentriamo nelle necropoli etrusche presenti lungo il cammino.
Ve 20: Tra la Via Traiana Nova e la Via Francigena 15km – 6h – [+/- 500]
La Via Traiana Nova fu una breve strada romana (lunga solo 17 miglia, circa 27 chilometri) fatta costruire dall’imperatore Traiano nel 108 d.C. per collegare Bolsena a Chiusi in alternativa alla Cassia Antica, che era, in quel periodo, in pessime condizioni. La giornata di oggi si sviluppa tra sentieri terrosi, basolati romani e gli infiniti panorami sul lago.
Prima di partire prendiamo il pranzo in uno dei diversi alimentari presenti. Iniziamo a camminare e incontriamo la Rocca Monaldeschi della Cervara, il castello che domina l’abitato di Bolsena dal 1156, da qui risaliamo verso Poggio Pocatrabbio, calpestiamo il basolato romano della Via Traiana Nova e siamo al castello di Montiolo; pranzo al sacco e rientriamo in discesa andando a incontrare il tracciato della Via Francigena che proviene da San Lorenzo Nuovo.
Sa 21: Il bosco di Turona, oasi naturalistica tra acque sacre e foreste inaspettate 18 km – 7h – [+/- 550]
Il borgo di Bolsena risale al III secolo a.C., quando fu popolato dagli abitanti scampati alla distruzione di Velzna. Di questa prestigiosa città etrusca rimangono i resti delle necropoli nel Parco Archeologico Naturalistico di Turona, le tombe a camera e a fossa (III sec. a.C. – IV sec. d.C.).
Prendiamo il pranzo e ci incamminiamo lungo la Via Francigena che conduce fino a Montefiascone; facciamo visita alla basilica di santa Cristina che accoglie la cappella del miracolo eucaristico, da qui brevemente in pianura lasciamo l’abitato e iniziamo a salire per vie di campagna tra oliveti e boschetti di querce, affrontiamo un paio di guadi e risaliamo verso il bosco di Turona; quest’area, delimitata dai due fossi del Turona e dell’Arlena, è un’oasi di particolare pregio naturalistico: il bosco è prevalentemente a cerro ma ben trovano dimora essenze floristiche mesofile e igrofile. Camminiamo ancora in direzione sud fino ad incontrare le cascatelle del torrente Arlena che fino agli anni sessanta hanno mosso le macine del frantoio del Bucine. Torniamo brevemente sui nostri passi e facciamo pausa pranzo nei pressi della sorgente del turona.
Riprendiamo il cammino in direzione del lago dove incontriamo le formazioni magmatiche delle Pietre lanciate, rientriamo infine a Bolsena passando per un misterioso sentiero lungo lago.
Do 22: I Calanchi di Civita di Bagnoregio 7 km – 3h – [+/- 300]
Poco distante dal lago, è impossibile non fare visita alla città che muore, noi andiamo a scoprirne quanto di interessante c’è ai suoi piedi.
Partiamo da Lubriano, paese che si erge sulla rupe di fronte a Civita, scendiamo nella vallata e risaliamo dalla parte opposta; siamo all’interno della Zona di Protezione Speciale dei Calanchi di Civita; La Valle dei Calanchi è caratterizzata da un paesaggio unico, risultato di millenni di erosione su terreni argillosi.
I calanchi si formano attraverso l’azione combinata di fattori climatici e geologici. Le precipitazioni intense, unite alla natura argillosa del terreno, favoriscono l’erosione superficiale, creando profondi solchi e creste affilate. Nella Valle dei Calanchi, le formazioni argillose risalgono al Pliocene, circa due milioni di anni fa. La presenza di strati argillosi, combinata con materiali vulcanici derivanti dalle eruzioni del complesso dei Monti Volsini, ha contribuito alla creazione di un paesaggio dinamico e in continua evoluzione.
Curiosiamo per i crinali e gli stretti sentieri argillosi, meravigliandoci di come le poche piante riescano a restare ancorate alle creste nelle maniere più bizzarre. Conclusa l’escursione ci spostiamo a Bagnoregio dove chi vuole può fare la visita a Civita prima di salutarci con un brindisi finale.
