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Parco Nazionale d’Abruzzo La Wilderness italiana

18 Luglio 11:00 22 Luglio 16:00

Parco Nazionale d'Abruzzo La Wilderness italiana


Parco Nazionale d’Abruzzo La Wilderness italiana

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nasce nel 1922 per preservare il camoscio appenninico e, da quel momento diventa il luogo della wilderness italiana, la natura selvaggia è la protagonista indiscussa del viaggio. Le Foreste Vetuste Unesco, i maestosi panorami, la presenza di animali importanti e unici come l’orso marsicano; senza tralasciare la bellezza antica dei borghi della Marsica che visitiamo, custodi di tradizioni secolari, soprattutto gastronomiche, legate alla transumanza che portava milioni di pecore dal tavoliere delle Puglie ai pascoli abruzzesi.

Programma

Sa 18: Colli Bassi di Pescasseroli 12 km  – 4h – [+/- 350]

Ritrovo con la guida a Pescasseroli direttamente alla struttura. Dopo l’acquisto del pranzo in uno degli alimentari presenti in centro, partiamo con un trekking soft dove ogni scorcio è ammaliante e beffardo come lo sguardo degli animali che ci scrutano ma non si fanno vedere. La nostra sfida di giornata sarà avvistarne il più possibile, binocolo e macchina fotografica alla mano! Lasciamo l’abitato in direzione nord, riempiamo le borracce alla “fontana degli orsi” l’acqua sgorga da due teste bronzee ursine installate a seguito della fondazione del Parco nazionale nel 1922. Andiamo dalla parte opposta del fiume Sangro passando sopra il ponte di Santa Venere, tradizionalmente i pastori partivano da qui per la transumanza fino a Candela in Puglia.

Su strada bianca iniziamo a salire dolcemente, i belati delle greggi da un lato e lo scorrere del ruscello dall’altra ci accompagnano lungo questo inizio del nostro cammino. Guadagnamo quota e a circa 1400 m e lasciamo la strada per addentrarci nella faggeta, percorrendo una desueta mulattiera arriviamo ai Colli Alti per la pausa pranzo. Da qui riusciamo a vedere gran parte della piana di Opi attraversata dal Sangro, all’interno della quale passa il Regio Tratturo utilizzato per la transumanza nei secoli passati. Una volta rifocillati ripartiamo concludendo l’anello scendendo verso il centro del paese.

Do 19: Val di Rose – Rifugio Forca Resuni 1972 m – Camosciara 14 km  – 7h – [+/- 850]

Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (20 minuti). 

Partiamo dal borgo di Civitella Alfedena alla scoperta delle selvagge Valle di Rose e valle Jannanghera. Saliamo su una vecchissima mulattiera fino ai 1980 metri di Passo Cavuto, davanti a noi abbiamo le vette delle quattro montagne che compongono la cosiddetta Camosciara Sterpi d’Alto, Balzo della Chiesa, I Tre Mortari e il Monte Capraro. Possiamo iniziare con un po’ di fortuna, l’osservazione dei camosci appenninici.

La salita vera è finita e proseguiamo in breve fino al rifugio di Forca Resuni traversando il crinale pietroso a tratti tra pianura, discesa e leggera salita. Qui il sentiero condurrebbe fino al Monte Petroso e alle altre vette delle Mainarde ma il regolamento del parco impedisce la fruizione di queste cime proprio per non arrecare disturbo alle popolazioni di camosci appenninici che ci abitano. Pranziamo all’esterno del rifugio: la struttura, come altre all’interno del parco, è stato e lo è ancora un punto d’appoggio importante per i Guardiaparco che sorvegliano il territorio.

Ci godiamo la vista sul lago di Barrea e su metà Abruzzo, tentando di scorgere qualche animale tra le rocce e i cespugli di ramno, dei cui frutti si nutrono gli orsi. Il percorso prosegue scendendo verso le faggete intricate della splendida Valle Jannanghera.

Facciamo rientro così nella bella cornice di Civitella; tempo libero per fare il giro del paese, rilassarsi con un birra o visitare il Centro del Lupo con l’annessa area faunistica dove vive una famiglia di lupi appenninici. Rientriamo in albergo e dopo cena passeggiata serale in paese.

Lu 20: Monte Amaro di Opi 1862 m 10 km  – 5h – [+/- 800]

Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (15 minuti).

Trekking in Val Fondillo, il nucleo da cui è nato il parco nel 1922, per escursione al Monte Amaro. Partiamo dalla ex segheria ora Museo dell’uomo e della Foresta dove si narrano le vicende dalla preistoria alle popolazioni sannitiche, dalla romanizzazione al medioevo, fino ai nostri giorni attraverso l’inizio dell’epoca industriale e l’istituzione del Parco.

Camminiamo dapprima su una carrareccia in pianura costeggiando il torrente Fondillo, lo attraversiamo e subito sull’altro lato ci si immerge nella faggeta. Inizia la salita su stretti tornanti e mano a mano prendiamo quota. Grande è la sorpresa quando, giunti sul crinale sommitale, la prateria prende il sopravvento e il panorama diventa esteso e suggestivo, sia sulle immense faggete sottostanti, sia sulle vette della Camosciara; la vista spazia sulla Serra delle Gravare e sul Monte Marsicano. Arriviamo sull’antecima, scendiamo alla sella e saliamo sulla vetta rocciosa, a picco verso sud sono soliti passare la giornata famiglie di camosci. Pranziamo e ci godiamo la bellezza del luogo. Ristorati torniamo sui nostri passi, visitiamo il museo prima di rientrare nel pomeriggio in albergo. 

Escursione facoltativa nel tardo pomeriggio: 

Cicerana Rifugio del Diavolo – 7km – [+100 m]                            Conca prativa della Cicerana dove ci appostiamo per osservare la fauna selvatica che nel tardo pomeriggio pascola nella zona attendendo cinghiali, cervi, volpi. Rientriamo con le torce nel silenzio dell’oscurità percorrendo la carrareccia dell’andata.

Ma 21: monte Meta 2242 m 12 km  – 6h – [+/- 800]

Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (25 minuti). 

Partiamo dal pianoro di Campitelli, il sentiero attraversa una fitta faggeta fino a quota 1.700 metri. Da qui, il paesaggio si apre sull’altopiano dei Biscurri, ghiaioni e circhi glaciali ci accompagnano fino al Passo dei Monaci, a 1.970 metri. Una volta raggiunta la cima, ci si può godere uno dei panorami più suggestivi dell’intero Abruzzo, con vedute spettacolari sulle montagne circostanti.

Dalla vetta scendiamo nuovamente al passo e proseguiamo scendendo dolcemente attraverso una spettacolare faggeta, caratterizzata dalla presenza di imponenti “campi carreggiati”, manifestazioni superficiali del fenomeno carsico. All’uscita del bosco si apre la spettacolare vista sulla catena delle Mainarde. Siamo così in breve alla conclusione dell’anello.

Rientrando a Pescasseroli, aperitivo pre-cena a Villetta Barrea il cosiddetto “borgo dei cervi”: qua nella tranquillità del paese tra il cristallino scorrere del Sangro e i rumori dell’uomo, i cervi trovano una garanzia di sicurezza dal predatore per eccellenza, il lupo e sono soliti passeggiare nei vicoli e per le strade del paese. Ottimo posto per qualche scatto insolito a questi begli animali.

Me 22: Il Lago Vivo 10 km  – 4 h – [+/- 600]

Dopo colazione, prendiamo il pranzo in paese e ci spostiamo con le macchine (20 minuti).

La giornata di oggi la possiamo sottotitolare con “L’escursione a sorpresa”, sorprendente infatti è la quantità di acqua che forma il lago stesso, dipendendo dalle precipitazioni atmosferiche passa da essere un semplice stagno ad avere le forme di un bellissimo lago appenninico nelle cui acque si specchiano le vette maestose e calcaree del Monte Tartaro e del Monte Petroso. Questo è anche luogo dove non è difficile avvistare sua maestà l’orso marsicano!

Iniziamo la nostra camminata dal valico di Barrea, giunti su carrareccia alla sorgente delle donne il percorso si snoda in faggeta su sentiero non faticoso nella Valle dell’Inferno in costante salita si attraversa la morena di un vecchio ghiacciaio. In 40 minuti si arriva al Valico del Buon Passo con l’effigie della Madonna delle Grazie messa a protezione dei viandanti. A breve si raggiunge il punto più alto del percorso (1656 mt) per poi ridiscendere nella meravigliosa conca in cui è incastonato lo splendido Lago Vivo a 1591 mt; a rinfrescarci troviamo la Fonte degli Uccelli. Sosta pranzo e riprendiamo a salire fino al bivio del monte Serrone dove il panorama si apre sul lago della montagna spaccata. Rientriamo alle auto nel primo pomeriggio, brindisi di saluto e partenza.

info e prenotazioni: segreteria di Vie dei Canti info@viedeicanti.it oppure contatta la guida  Danilo Giusti Cellulare 320 6015541 anche whatsapp Mail: agirotrek@gmail.com

Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti. Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natìa rimanga ne’ cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via. 

Rinnovato hanno verga d’avellano. E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri. O voce di colui che primamente conosce il tremolar della marina!

Ora lungh’esso il litoral cammina la greggia. Senza mutamento è l’aria. Il sole imbionda sì la viva lana che quasi dalla sabbia non divaria. Isciacquìo, calpestìo, dolci romori. Ah perché non son io co’ miei pastori?”

Gabriele D’Annunzio

280€ a partire da

Parco Nazionale Abruzzo

Pescasseroli AQ 67032 Italy + Google Maps