Escursioni sulla neve: come prepararsi e godersi la montagna d’inverno

C’è un momento, dopo una nevicata, in cui la montagna sembra cambiare volto. I sentieri diventano bianchi, i rumori si attenuano, gli alberi si caricano di neve e anche un percorso che conosciamo bene può sembrarci completamente nuovo. Basta infilare gli scarponi, mettere nello zaino qualcosa di caldo e iniziare a camminare.

Fare un’escursione sulla neve è uno dei modi più belli per scoprire la montagna d’inverno.

E non serve essere alpinisti o esperti di alta quota. Una ciaspolata nel bosco, un percorso panoramico su neve battuta o una semplice camminata invernale possono regalare una giornata speciale.

Naturalmente, la neve cambia le regole del gioco. Si cammina più lentamente, si fatica in modo diverso e bisogna scegliere con attenzione percorso e attrezzatura.

Ma è proprio questo che rende interessante l’escursionismo invernale: imparare a leggere un ambiente che, apparentemente, sembra aver cancellato tutte le sue tracce.

Perché fare un’escursione sulla neve?

La prima risposta è semplice: perché la montagna d’inverno è bellissima.

Ma c’è qualcosa di più. La neve trasforma il paesaggio in un grande libro aperto. Le tracce degli animali diventano più facili da individuare, i dislivelli si leggono con maggiore evidenza e la struttura del bosco cambia completamente.

Un sentiero estivo può diventare una radura uniforme; un piccolo torrente può essere nascosto dal ghiaccio; una vecchia mulattiera può riapparire soltanto grazie alla forma del terreno.

E poi c’è il silenzio. Camminare sulla neve significa rallentare. Il ritmo diventa più tranquillo, e le ciaspolate, inoltre, sono un modo relativamente accessibile per avvicinarsi alla montagna invernale, purché si scelgano itinerari adeguati alle proprie capacità e alle condizioni della giornata.

La neve non è tutta uguale

Prima di scegliere cosa mettere ai piedi, conviene osservare una cosa: che tipo di neve troveremo?

Neve fresca e soffice, neve compatta, neve ghiacciata e neve bagnata sono ambienti completamente diversi per chi cammina.

Sulla neve fresca le ciaspole permettono di distribuire il peso su una superficie maggiore e di affondare meno. Sulla neve ghiacciata invece potrebbe non essere sicuro andare senza strumenti più tecnici, e quindi non è adatta a tutti. È una differenza molto pratica, ma racconta anche qualcosa di interessante sulla neve. Il manto nevoso non è statico: cambia con temperatura, vento, sole, esposizione e passare del tempo. Una nevicata di qualche giorno prima può quindi produrre condizioni molto diverse da quelle che troviamo dopo una notte di gelo o una giornata di sole. Ecco perché una guida non sceglie semplicemente “un sentiero con la neve”, ma sceglie un percorso adatto, in quel momento.

Ciaspole: come funzionano e perché sono divertenti

appennino imbiancato

Le ciaspole, o racchette da neve, hanno un principio molto semplice: aumentano la superficie di appoggio e permettono di camminare sulla neve riducendo l’affondamento. Bisogna imparare a usarle, ma è molto facile fare pratica anche prima di iniziare la tua prima ciaspolata!

Il passo cambia leggermente, soprattutto sui traversi e nei tratti in salita, e i bastoncini diventano utili per mantenere l’equilibrio. Dopo pochi minuti, il movimento diventa naturale. E arriva una delle parti più divertenti: poter uscire dal sentiero battuto senza affondare fino alle ginocchia.

Come vestirsi per una ciaspolata

Il consiglio più utile è anche il più semplice: non vestirsi troppo.

Durante una salita sulla neve il corpo produce parecchio calore. Se partiamo già imbacuccati, rischiamo di sudare e di ritrovarci con gli indumenti umidi quando ci fermeremo. La soluzione è vestirsi a strati, così da poter modificare facilmente l’abbigliamento durante la giornata. Lo strato a contatto con la pelle deve aiutare a gestire l’umidità, quello intermedio mantiene il calore e quello esterno protegge da vento e precipitazioni.

Nello zaino è utile avere sempre:

  • un pile o un piumino leggero per le soste;
  • una giacca impermeabile e antivento;
  • guanti di ricambio;
  • cappello e scaldacollo;
  • calze asciutte di ricambio;
  • ghette, soprattutto con neve fresca o bagnata.

Le ghette sono uno di quegli oggetti che sembrano superflui finché non ci si ritrova con la neve dentro gli scarponi.

E parlando di scarponi: devono essere adeguati alla stagione, impermeabili e sufficientemente caldi. Anche le calze fanno la loro parte: meglio materiali tecnici o lana, senza stringere eccessivamente il piede.

Il piccolo lusso dell’escursione invernale: mangiare bene

D’inverno anche il cibo nello zaino cambia sapore. Una pausa con un tè caldo, una cioccolata, un panino o qualcosa di energetico può diventare uno dei momenti più belli della giornata. Camminare sulla neve richiede più energia rispetto a un’escursione su terreno semplice, soprattutto quando bisogna aprire la traccia nella neve fresca.

Piccoli spuntini durante il percorso aiutano a mantenere un apporto regolare di energia. E una bevanda calda nello zaino, magari dentro un buon thermos, può trasformare una pausa veloce in un piccolo rito.

Occhiali da sole? Anche se fa freddo, sì

La neve può dare una sensazione curiosa: sembra assorbire tutta la luce, ma in realtà ne riflette moltissima. Per questo gli occhiali da sole sono importanti anche nelle giornate fredde e apparentemente poco luminose. La superficie innevata riflette una quantità significativa di radiazione solare e può aumentare il rischio di abbagliamento. Aggiungiamo crema solare e protezione per le labbra e siamo pronti, perché il sole invernale può essere molto più “traditore” di quanto sembri!

Come scegliere il percorso giusto

Qui arriva la parte che può trasformare una bella idea in una bella giornata. Non bisogna scegliere l’itinerario soltanto in base a chilometri e dislivello.

In inverno entrano in gioco altri elementi: Quanto è esposto il percorso? Che tipo di neve possiamo trovare? Ci sono tratti ripidi? Il bosco offre riparo dal vento? Quanto tempo abbiamo prima del buio? Se le condizioni cambiano, possiamo tornare indietro facilmente?

Un percorso semplice d’estate può diventare molto più impegnativo con neve e ghiaccio. E i tempi indicati sulle mappe estive non sono necessariamente quelli che impiegheremo in inverno: sulla neve si procede generalmente più lentamente.

Per una prima esperienza è quindi meglio scegliere itinerari relativamente brevi e con un margine di sicurezza ampio.

La montagna innevata è un paesaggio da interpretare

Ed è qui che l’escursione può diventare qualcosa di più di una semplice camminata. Perché quella traccia nella neve è di una volpe o di un cane? Perché in quel versante la neve è quasi completamente scomparsa mentre poco più avanti è ancora profonda? Perché alcuni alberi trattengono la neve più a lungo? Perché il vento ha creato accumuli proprio in quel punto?

La neve rende visibili connessioni che normalmente passano inosservate, e una guida ambientale escursionistica può aiutare a leggere tutto questo. Non è soltanto qualcuno che conosce la strada: è una persona che interpreta il territorio e mette in relazione ciò che osserviamo.

Una ciaspolata può così diventare contemporaneamente un’escursione, una piccola lezione di ecologia e un modo per conoscere meglio il paesaggio.

E la sicurezza?

Divertirsi sulla neve non significa ignorare le condizioni di sicurezza. Prima di partire è importante controllare le previsioni meteorologiche e le condizioni del percorso, considerando anche quota ed esposizione. È utile inoltre avere una mappa o un GPS, una lampada frontale, telefono carico, un piccolo kit di emergenza e uno strato caldo di riserva.

E bisogna fare una distinzione fondamentale. Una ciaspolata su un semplice itinerario innevato non è la stessa cosa di un’escursione su terreno potenzialmente valanghivo. Quando il percorso interessa pendii o ambienti dove può esistere pericolo di valanghe, la pianificazione richiede competenze e strumenti specifici. In questi casi affidarsi a una guida qualificata può essere una scelta importante per affrontare l’ambiente in modo adeguato alle condizioni reali, che saprà condurti su un itinerario sicuro e godibile. È la guida che sa dove stiamo andando e perché.

La cosa più importante? Lasciare un po’ di spazio alla meraviglia

Non serve trasformare ogni escursione sulla neve in un’avventura, a volte basta scegliere un bel bosco, infilare le ciaspole e seguire una traccia tranquilla. Ci si accorge presto che la neve rallenta il passo ma, allo stesso tempo, allarga lo sguardo…. E magari si torna a casa con qualche domanda in più.

È questo, forse, il modo migliore per vivere un’escursione sulla neve.

Vuoi provare?

Se non hai mai camminato sulla neve, non serve aspettare di diventare un esperto.

Affidati a una guida, ti saprà condurre su un itinerario adatto, procurarti l’attrezzatura necessaria e, soprattutto, conosce l’ambiente e saprà adattare il percorso alle condizioni della giornata.