Cosa mettere nello zaino da trekking? La guida pratica per escursioni di uno o più giorni

Uno zaino ben preparato nasce dalla lettura dell’itinerario, delle condizioni ambientali e delle proprie capacità.

Cosa mettere nello zaino da trekking? La risposta dipende in realtà dalla risposta che diamo a un’altra domanda: che tipo di escursione ci aspetta? Un’uscita di poche ore, un’escursione di una giornata e un trekking di più giorni richiedono infatti attrezzature diverse. Anche stagione, quota, meteo, dislivello, difficoltà del percorso e possibilità di trovare acqua o punti di appoggio fanno la differenza.

Per questo preparare lo zaino non significa portare “tutto quello che potrebbe servire”. Significa conoscere il percorso e scegliere ciò che serve davvero.

Prima dello zaino viene il percorso

Prima di pensare all’attrezzatura quindi è importante conoscere l’itinerario. Sia che sia tu a programmarlo, una guida o un amico, tutto parte dalle informazioni essenziali. Quanti chilometri si percorreranno? Quanto dislivello c’è da affrontare? Quanto tempo si rimane sul sentiero? C’è la possibilità di trovare dell’acqua lungo il percorso? Ci sono tratti esposti o particolarmente impegnativi? E ancora: che tempo è previsto?

Lo zaino deve essere costruito intorno al percorso, non il contrario. Un’escursione estiva sulle colline toscane, per esempio, presenta esigenze diverse da un percorso in quota in inverno. E’ sempre importante scegliere l’itinerario in funzione delle nostre capacità e, di conseguenza, adeguare equipaggiamento e abbigliamento alla lunghezza e all’impegno dell’escursione. Sono informazioni che possono sembrare ovvie, ma cambiano completamente la preparazione dello zaino!

Cosa mettere nello zaino per un’escursione di un giorno

Per una normale escursione giornaliera è opportuno avere con sé almeno:

  • acqua sufficiente;
  • cibo e qualche alimento di riserva;
  • giacca impermeabile;
  • uno strato caldo;
  • cappello e protezione dal sole, quando necessari (anche d’inverno!!)
  • telefono con batteria sufficiente;

e poi…

  • carta, traccia GPS o altro sistema di orientamento;
  • piccolo kit di primo soccorso;
  • telo termico;
  • lampada frontale;
  • fischietto.

Non è necessario che tutti abbiano esattamente la stessa attrezzatura.

Se sei in gruppo, tieni presente che di solito la guida conosce l’itinerario e ha le carte o il GPS con sé, ha il kit di primo soccorso e molto di più, per ovviare a imprevisti che capitano ogni tanto…

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Come organizzare lo zaino

La disposizione del materiale ha la sua importanza. Le cose che si utilizzano frequentemente devono essere facilmente raggiungibili: acqua, giacca impermeabile, snack e alcuni piccoli accessori. Il materiale meno utilizzato può invece stare nelle zone più protette dello zaino. Insomma, non è che ogni volta che devi bere devi smontare tutto lo zaino… o perdere le ore per cercare dove hai messo i fazzoletti!

Abbigliamento da trekking: meglio gli strati

Durante un’escursione il corpo produce calore mentre camminiamo, e può raffreddarsi rapidamente durante una sosta – per questo il sistema “a cipolla” è particolarmente pratico. Uno strato a contatto con la pelle, uno strato intermedio caldo e uno strato esterno protettivo permettono di adattarsi più facilmente alle condizioni ambientali. Il vantaggio non è soltanto il comfort: evitare di sudare eccessivamente e poi raffreddarsi è importante soprattutto quando la temperatura è bassa o il vento aumenta. Un altro suggerimento, se è previsto un percoso molto impegnativo è di portare una maglia asciutta di ricambio: non vorrai stare con la maglia sudata durante la pausa pranzo in vetta, vero???

Quanto deve pesare uno zaino da trekking?

Non esiste un numero magico che va bene per tutti. Il peso dipende dalla durata del trekking, dall’autonomia necessaria, dall’attrezzatura, dalla stagione e dalle caratteristiche della persona. Una regola semplice è però molto utile: ogni oggetto che mettiamo nello zaino serve a qualcosa. “Potrebbe servire” è una motivazione comprensibile. Moltiplicata per venti oggetti, però, può trasformarsi in parecchi chili. Prima di partire, quindi, rifletti bene e togli tutto quello che non è davvero necessario.

Zaino per trekking di più giorni: cosa cambia?

Quando l’escursione dura più giorni bisogna considerare anche il pernottamento. Quindi sicuramente i ricambi, magliette, calze e biancheria, abbigliamento comodo per la sera, materiale per l’igiene personale.

Se dormiamo in rifugio, potrebbe esserci anche bisogno di sacco lenzuolo/ sacco a pelo e un asciugamano in microfibra, una lampada frontale e alimenti e acqua se ci sono tratti senza rifornimenti. Anche un paio di infradito o sandali potrebbero fare comodo.

Se il trekking prevede la tenda, il materiale aumenta: tenda, sacco a pelo, materassino e attrezzatura per la preparazione dei pasti, se si è completamente autonomi…. La differenza è enorme. Per questo il modo migliore di preparare uno zaino da trekking è partire dall’organizzazione del viaggio e arrivare soltanto dopo all’attrezzatura.

Il consiglio della guida: lo zaino si prepara leggendo il territorio

Una guida ambientale escursionistica conosce bene le caratteristiche dell’ambiente attraversato: esposizione, stagionalità, condizioni del terreno, punti d’acqua, possibilità di cambiamento del meteo e caratteristiche dell’itinerario. Questo gli permette di dare consigli più precisi, anche su come preparare meglio lo zaino.

Prima di partire: una prova semplice

Prepara lo zaino come se dovessi partire davvero, indossalo e fatti una camminata. Se qualcosa ti dà noia già dopo un’ora, è meglio scoprirlo prima dell’escursione. E ricorda che uno zaino ben preparato non è quello completo di tutto, ma quello più adatto al percorso! Se non conosci bene il territorio o hai dubbi sull’attrezzatura necessaria, confrontati con una guida prima di partire per fare scelte più sicure e consapevoli.

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