Prima escursione con A Giro Trek

Tutto quello che devi sapere prima di!

Piacere, mi chiamo Danilo, sono una Guida Ambientale Escursionistica e ti do il benvenuto! Puoi seguirmi in uno dei miei “giri” a spasso per l’Appennino e non solo.

Lo sappiamo tutti: la prima escursione con una guida porta sempre con sé quella piccola, classica domanda: “Chissà come sarà? Chissà chi troverò?” Ebbene, vorrei provare a risponderti come farei se fossimo già a bere un caffè al bar del paese prima di allacciarci gli scarponi. Sia che tu stia cercando una guida per te, la tua famiglia o i tuoi amici, sia che tu voglia unirti a uno dei miei gruppi… ho pensato di scrivere due righe per raccontarti chi sono e come si cammina insieme a me.

Partiamo dalle cose facili:

Prima di partire: cosa sapere sull’escursione

Magari cammini già abitualmente, ma non hai mai partecipato a un’escursione organizzata. Oppure per te il trekking è una novità assoluta e ti chiedi se quel sentiero sarà troppo duro, se hai nello zaino le cose giuste, se riuscirai a tenere il passo degli altri o come si svolgerà la giornata… Niente panico: sono dubbi naturali, ma ti assicuro che prepararsi è molto più semplice (e rilassante) di quanto credi.

L’obiettivo di una giornata con A Giro Trek è chiaro e semplice: camminare, scoprire un territorio con occhi curiosi e stare bene insieme all’aria aperta. Significa godersi il percorso a cuore leggero, sapendo che c’è una guida che ha già pensato a tutto l’itinerario e ti accompagnerà passo dopo passo. E sì, ci mettiamo dentro volentieri anche due risate, il piacere di condividere un panorama che ti resta dentro e magari qualche bella storia sulla flora o sulla storia del posto che ti farà tornare a casa con un pizzico di consapevolezza in più.

Ogni escursione ha la sua anima e le sue caratteristiche: prima del ritrovo riceverai tutte le info utili.

Lunghezza, dislivello, ore di cammino, tipo di terreno e livello di difficoltà: è tutto scritto chiaramente per aiutarti a capire se quell’uscita fa davvero per te. Anche le dritte sull’abbigliamento servono a farti partire senza pensieri, evitando di trascinarti dietro il superfluo o, al contrario, di scordarti proprio quella giacca che in quota fa la differenza.

Quando scegli un trekking, la regola d’oro è l’onestà con se stessi: conoscere il proprio fiato, ascoltare il corpo e raccontare alla guida eventuali acciacchi o dubbi ci permette di gestire il gruppo al meglio e far sì che la giornata sia un piacere per tutti, dal primo all’ultimo.

Cosa mettere nello zaino?

Togliamo subito un dubbio: lo zaino non deve diventare una casa! Specie se stiamo fuori solo una giornata, la schiena vi ringrazierà.

Cosa serve davvero?

Acqua, innanzitutto. La quantità dipende dalla stagione, dalla temperatura e dalla disponibilità di punti d’acqua lungo il percorso, ma è sempre bene partire con una scorta adeguata.

Pranzo o qualcosa da mangiare, se l’escursione è di tutto il giorno. Frutta secca, frutta fresca, panini o altri alimenti semplici possono fornire energia senza appesantire troppo.

Abbigliamento adeguato alla stagione, ricordando che in natura le condizioni possono cambiare rapidamente, uno strato in più nello zaino può fare una grande differenza, così come una giacca impermeabile quando il meteo lo richiede.

Scarpe adatte al percorso, con una buona suola e una calzata confortevole. Non esiste necessariamente una scarpa perfetta in assoluto, ma esiste di sicuro quella sbagliata: mai, e dico mai, venire in infradito o scarpette da ginnastica con la suola liscia!

Protezione dal sole, cappello, crema e occhiali da sole. Fidatevi, il sole picchia forte in quota, ma sulla neve o col vento sa essere anche peggio.

Telefono carico: per fare due foto, per le emergenze e per rimanere in contatto.

A seconda del percorso, possono fare comodo i bastoncini (veri alleati sulle discese scivolose!), un piccolo kit con i tuoi medicinali, fazzoletti e una pila frontale.

La regola è facile: lo zaino deve contenere ciò che serve per vivere bene quell‘escursione.

E le scarpe? Meglio comode che nuove

Come detto, non esiste la scarpa perfetta in assoluto, ma è importante avere calzature adeguate al percorso, con una suola scolpita e comode per voi. Ma soprattutto, usate scarpe che i vostri piedi conoscono già! Scoprire a metà strada che un paio di scarponi nuovi vi sta regalando una vescica da urlo non è divertente. E occhio alle scarpe riesumate dall’armadio: le colle si seccano e il rischio di trovarsi senza suola dopo due chilometri è un classico che vorremmo evitare!

Il ritrovo e il briefing iniziale: ci si guarda finalmente negli occhi!

Il momento dell’appuntamento è bellissimo: è lì che il gruppo comincia a diventare “gruppo”, ci si saluta e ci si scambia le prime parole. Prima di muovere il primo passo facciamo un piccolo briefing: parliamo del percorso, di cosa ci aspetta, del fondo del sentiero e di dove mettere i piedi. Hai un dubbio dell’ultimo minuto? Questo è il momento giusto per tirarlo fuori. Parlare apertamente rende tutto più fluido e ci fa partire con il sorriso.
Poi, scarponi allacciati e si va!

Durante l’escursione: si cammina, si osserva, si fanno domande

Il ritmo di un’escursione guidata si costruisce su misura per le persone presenti. Camminare insieme significa trovare una bella armonia tra il passo e le pause, tra la voglia di arrivare e il gusto di guardarsi intorno. Le soste sono parte integrante dell’esperienza! E chissà, scoprirai che a me garba parecchio raccontare: farti notare un’impronta di lupo sul fango, un’orchidea selvatica, spiegarti la storia di una vecchia mulattiera o dare un nome alle vette che ci abbracciano. Non c’è nessuna fretta: conosco i tempi della montagna e so come gestire la tabella di marcia. Voi dovete solo rilassarvi e respirare.

Nessun gruppo è uguale all’altro. Un trekking non è mai una gara a chi arriva prima e non ci sono traguardi da tagliare con lo stop-watch. L’obiettivo vero è tornare alle auto a fine giornata con le gambe un po’ stanche, ma con la testa leggera e il cuore pieno di bellezza.

Fondamentale, per come vivo la mia professione, è “Interpretare la Natura“, far capire che ogni essere vivente è interconnesso l’uno all’altro tenendo a mente che anche solo una certa tipologia di terreno può condizionare il benessere di un intero ecosistema.  Il momento più entusiasmante è quando riesci a far capire tutto questo alle persone che ti trovi davanti, che siano figlioli o adulti. 

E se durante l’escursione mi accorgo che sono stanco?

La fatica fa parte del gioco e imparare ad ascoltarla è il primo passo per diventare escursionisti. L’importante è dirmelo subito: che sia un dolorino, un po’ di affanno o semplicemente la batteria scarica. Il mio lavoro è anche questo: osservare il gruppo con occhio attento, capire chi ha bisogno di un respiro in più, adeguare l’andatura o fare una sosta extra all’ombra. Avere una guida accanto serve proprio a questo: godersi la natura in totale tranquillità, sapendo che c’è chi sa come gestire ogni situazione.

Il meteo fa parte dell’esperienza

In natura il cielo fa il suo corso. Sole, vento, nebbia o due gocce di pioggia cambiano il volto del paesaggio e regalano atmosfere uniche. Ovviamente il meteo si controlla e si ricontrolla nei giorni precedenti e anche la mattina stessa. Se serve si adatta l’abbigliamento, si parte con un ritmo diverso… e se proprio il tempo fa i capricci, si cambia percorso o ci si riserva di rinviare! La sicurezza viene sempre prima di tutto.

Una giornata con A Giro Trek non è una prova da superare

Togliti dalla testa l’idea della prestazione sportiva. Non devi dimostrare niente a nessuno! Devi solo regalarti un percorso adatto a te, con l’attrezzatura giusta, ascoltare i tuoi passi e lasciarti guidare. Uscita dopo uscita capirai qual è la scarpa che preferisci, quanta acqua beve il tuo corpo, quali erbe ti piace riconoscere e qual è il tuo tipo di montagna preferito.

La prima volta serve proprio a questo: a prendere le misure con la natura e a scoprire che camminare sui sentieri è molto più bello e accessibile di quanto pensassi. Poi, stanne certo, la curiosità farà il resto: ti verrà voglia di un altro giro, magari su un crinale più alto, tra i colori del foliage autunnale o sulla neve con le ciaspole!

Cosa aspettarsi, quindi?

Aspettati di camminare.
Di fermarti a prendere fiato e guardare il panorama.
Di fare qualche pausa in più di quanto avevi immaginato.
Di stupirti di fronte a una pianta che finora avevi sempre calpestato senza farci caso.
Di ascoltare una storia antica legata a quei boschi.
Di ridere e chiacchierare con persone che fino a stamattina non conoscevi.
Di scattare qualche bella foto.
Di arrivare a casa con le scarpe sporche di terra, un po’ di sana stanchezza addosso, ma con la sensazione di aver vissuto una giornata vera, diversa dal solito.
E soprattutto aspettati che dalla seconda volta sarà tutto ancora più naturale, perché il primo passo lo avrai già fatto!

La tua prima escursione può cominciare da qui

A Giro Trek organizza escursioni e cammini in Toscana e nei posti più belli d’Italia, pensati per chi ama muoversi con lentezza, curiosità e rispetto per il territorio.

Se è la tua prima volta con me, dai un’occhiata alle uscite in calendario e scegli quella che ti stuzzica di più. Se invece hai già un gruppo di amici, la tua famiglia o vuoi festeggiare una giornata speciale su un sentiero, possiamo cucire insieme un’escursione su misura per voi.

Sono convinto che i nostri piedi, che portino calzature da montagna o scarpe da bici, siano i nostri più fedeli compagni di avventura e allora… Ci incamminiamo insieme?!

Vuoi venire a farti un “giro” con me? Dai un’occhiata al calendario con le prossime uscite di A Giro Trek, scegli l’itinerario che ti ispira e controlla i dettagli della giornata. Non preoccuparti di non sapere tutto subito: s’impara camminando!

Se preferisci un’uscita privata con la tua famiglia, i tuoi amici o i tuoi colleghi, raccontami la tua idea e costruiamo insieme l’itinerario perfetto!

Chi sono, che faccio, perché mi garba portare le persone A GIRO!